Crociera in barca a vela Isole Eolie

Crociera in barca a vela Isole Eolie. Filaviasail Vacanze in barca Isole Eolie

Le Isole Eolie sono state definite in molti modi, le sette sorelle o le sette perle del Mediterraneo, emergono nel Mar Tirreno vicino le coste della Sicilia e della Calabria. Queste isole, disposte a forma di Y, sono di origine vulcanica, di cui alcuni ancora attivi ed esplorabili con escursioni adatte a tutti. Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli sono isole che possono essere godute al meglio solo con una vacanza in barca a vela. Le crociere in barca a vela con skipper alle Isole Eolie permettono di fare una vacanza esclusiva, in uno degli arcipelaghi più belli del Mar Mediterraneo. Le nostre basi, Palmi, Tropea, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Portorose e Milazzo, sono facilmente raggiungibili in aereo o in macchina. E' possibile raggiungere le Isole Eolie anche in aliscafo o traghetto ed imbarcare a Lipari o un'altra delle isole a vostra scelta, in modo da evitare 4 - 5 ore di navigazione e godere di una vacanza in barca a vela più lunga.

Le Isole Eolie sono adatte anche ai più esigenti perché la loro natura vulcanica ha creato nell'arcipelago innumerevoli paesaggi, tutti di straordinaria bellezza. Una crociera in barca a vela alle Eolie  permette di fare una vacanza di mare, sole, visite in siti archeologici importanti e trekking sui vulcani ancora attivi di Vulcano e Stromboli. Scopriamo insieme queste meravigliose isole che visiteremo nei nostri itinerari crociere in barca a vela alle Isole Eolie.

LIPARI

Gli antichi greci la chiamavano Maligunis per il suo dolce clima, rinomata per la varietà dei paesaggi dovuta alla complessità geologica del territorio. E la più grande e popolata, apparentemente inospitale e impervia, regala un'esperienza unica a chi la guarda, ben 12 vulcani l'hanno modellata nei millenni, rendendola cosi straordinaria. La più grande e popolosa dell'arcipelago (circa 38 km²), capoluogo comunale per 6 delle 7 isole Eolie (tranne Salina). Fu abitata fin da tempi antichissimi, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici. All’arrivo sull’isola il visitatore è colpito dall’imponente Acropoli, denominata Castello, che sovrasta il porto. Consigliata la visita al Museo Archeologico, uno dei più famosi al mondo, suddiviso in diverse sezioni; Lipari è una fra le poche località del Pianeta a vantare circa 6.000 anni di storia. La pietra pomice e l’Ossidiana sono le risorse del sottosuolo, infatti oltre il 20% dell'isola, lungo la costa nord orientale è costituito da giacimenti di pietra pomice, situati tra le località di Canneto e Acquacalda, dove la montagna immacolata si tuffa nel mare, facendo assumere alle acque sfumature turchesi che ricordano i mari caraibici. A parte il mare cristallino per conoscere Lipari è necessario vedere l’entroterra. La visita più interessante è l'escursione al Belvedere Quattrocchi, nei pressi di Pianoconte, una sorta di balcone naturale con vista mozzafiato sulle coste a picco di Valle Muria, dei faraglioni e sullo sfondo Vulcano, la Sicilia e l'Etna, un panorama da lasciare senza fiato. Lipari è ricca anche di sorgenti termali situate in località Bagnicello, Fontanelle, Pietre di Fuardo e Castellaro. Le più importanti, tuttavia, sono le Terme di San Calogero, dove è stato scoperto l'impianto termale più antico del mondo, costituito da un insieme di canalizzazioni con annessa caldaia, risalenti al XVII secolo a.c. La sosta che vi lascerà senza fiato è quella nella baia della cava della Pomice, qui l'acqua del mare assume un colore straordinario, un azzurro così accecante da abbagliare la vista. Il bianco delle pareti della collina da cui si estraeva la pomice completa la cornice di questa baia.

SALINA

Nasce da due rilievi montuosi che le conferiscono il profilo di un seno di donna. E' la seconda per estensione, dopo Lipari, ed é famosa per l'ottima Malvasia e per la sua vegetazione rigogliosa, caratteristica che ha sedotto diversi registi che appunto l'hanno scelta come location per le riprese di film come 'il Postino'. L’isola è costituita da due vulcani gemelli, che visti da lontano ricordano il seno femminile, si tratta del Monte dei Porri, geologicamente più recente, alto 860 mt. e dell'antico Fossa delle Felci, che con i suoi 962 mt. è la vetta più elevata dell'intero arcipelago, oggi Riserva Naturale Integrata. Salina è una deliziosa oasi verde nel centro del Tirreno Meridionale, ricca d'acqua dolce e ricoperta di boschi di castagni, pioppi ed altre specie arboree della macchia mediterranea.

Anche a Salina l'attività vulcanica non è completamente sopita, ma è limitata ai vapori che riscaldano il terreno in località Pertuso, dove si trova anche una sorgente termale e agli "sconcassi", nella frazione di Rinella, emanazioni sottomarine di gas idrogeno solforato e di vapori, che sconvolgono periodicamente il fondo del mare.
Salina è la seconda delle Eolie per estensione, con oltre 26 km² di superficie ed è l'unica a non fare parte del Comune di Lipari; il suo territorio, infatti, è addirittura suddiviso in tre comuni autonomi.
Il più importante è Santa Marina di Salina, sulla costa orientale, che è anche il porto principale dell'isola e che comprende anche l'abitato di Lingua, a sud est, dove si trova un laghetto costiero che un tempo era una salina e che dà il nome all'isola. Malfa, sulla costa settentrionale, che comprende la frazione di Pollara, a occidente e Leni, posto sulla sella compresa fra i due vulcani principali e che ingloba l'abitato di Valdichiesa e l'incantevole porticciolo di Rinella, sulla costa meridionale, affiancato da una minuscola spiaggia nera come la pece. Salina è un'isola fertile, la patria del Malvasia di Salina, un vino dolce dal sapore delizioso, ottenuto mediante l'essiccazione e la successiva pigiatura delle uve prodotte dai vigneti locali; chi lo sorseggia non si stupisce se fin da tempi remoti, il Malvasia veniva definito il "nettare degli dei". Ma i prodotti che la fertile terra ci offre comprendono anche altri vini e soprattutto i suoi famosi capperi, che sono le infiorescenze dell'omonima pianta (si consumano anche i frutti, più grossi, chiamati cucunci).
Una delle località più incantevoli dell'isola è indubbiamente Pollara, una striscia di sabbia circondata da un arco di alte pareti bianche, che costituiscono la parte visibile di un cratere sommerso, il cui centro si trova a pochi metri di profondità nel bel mezzo della baia, dagli splendidi fondali. E' proprio qui a Pollara che Massimo Troisi ha girato il film "Il postino", l'ultimo da lui diretto e interpretato.


VULCANO

E' la prima isola che si incontra provenendo da Milazzo. La sua bellezza stupisce già in prossimità del porto da dove si può sentire l'acre odore di zolfo che impregna l'aria. Nella mitologia greca era la Fucina di Efesto, dio del fuoco, ma oggi la sua attività vulcanica é sostenuta solo dalle numerose fumarole che emette il Gran Cratere.
La più meridionale dell'arcipelago e la terza per estensione, con una superficie di 21 km². Secondo una delle tante interpretazioni della leggenda, sarebbe stata questa la dimora del dio dei venti, Eolo.
E’ costituita da due promontori Vulcanello e Vulcano uniti da un istmo che collega le due parti dell'isola.
E' proprio su questa lingua di terra che sono ancora attive le sparse fumarole che arrivano fino a qualche metro sotto il livello del mare nel Porto di Levante, e che unitamente alla pozza dei fanghi, utilizzata per fini terapeutici, costituiscono una delle principali attrattive turistiche di Vulcano.
Chi ama la natura selvaggia delle Eolie, non può perdere la salita al cratere "Fossa della Fucina", che in meno di un'ora porta sulla cima a 391 mt., dove le fumarole con l'emissione dei vapori di zolfo addolciscono lo scuro paesaggio con la deposizione dei cristalli a forma di fiori. Il panorama, che spazia verso Lipari e le isole occidentali dell'arcipelago, ripaga della fatica della salita.
Via terra o via mare è possibile raggiungere il borgo di Gelso, all'estremità meridionale dell'isola, dove una minuscola baia di spiaggia nera sembra accogliervi fra le sue braccia, dominata da uno splendido faro. A poche centinaia di metri verso est, si arriva alla Punta dell'Asino, nei pressi dell'omonima spiaggia, una sorta di antico "parcheggio" per gli asini degli abitanti della zona sud di Vulcano, che scendendo verso il mare, lasciavano qui il loro unico mezzo di trasporto per imbarcarsi alla volta di Lipari.
Sulla costa nord occidentale, raggiungibile solo via mare, nei pressi della splendida Grotta del Cavallo, si incontra la Piscina di Venere, un anfiteatro naturale, dove le acque del mare assumono indescrivibili tinte cristalline.
Costeggiando la parte nord di Vulcanello, ci si imbatte nella Valle dei Mostri, caratterizzata per rocce vulcaniche sulle quali la continua erosione provocata da mare, vento e intemperie, ha generato figure grottesche e spaventose, dove con la fantasia ognuno può individuare mostri, belve feroci e figure inquietanti.

STROMBOLI

Sorella di vento e di fuoco di Vulcano, alla quale si accomuna per il 'vulcanismo attivo' e per la prerogativa di essere un micromondo, meta ideale per chi cerca il contatto con la natura. Si staglia dal mare come un cono infuocato, e guida i naviganti con il suo pennacchio acceso e i suoi boati chiamati 'scatti', già dall'antichità.
La forma conica del vulcano fuoriesce dalle profondità marine e si staglia imponente nel cielo blu. L’attività vulcanica è incessante e con lanci di brandelli di lava e di scorie incandescenti, accompagnate da esplosioni più o meno violente, da emissioni di vapori e da effluvi lavici, che specialmente di notte offrono uno spettacolo indimenticabile.
Questa attività moderata, a volte, viene interrotta da brevi ma violente fasi esplosive che talvolta si concludono con delle colate di lava che assomigliano a cascate di fuoco che si riversano lungo il pendio della Sciara del Fuoco e creano uno stacco molto suggestivo con l'oscurità circostante.
A Stromboli ci sono tre centri abitati: S.Vincenzo, S.Bartolomeo, nella parte nord-est dell'isola e Ginostra, villaggio praticamente isolato dal resto dell'isola e raggiungibile soltanto via mare con le caratteristiche casette a forma di cubo e tutte in stile eoliano.
Esse punteggiano con il loro candore le spiagge e le scogliere di agglomerato lavico nerissimo.
Ginostra è raggiungibile solo via mare, si attracca al porto più piccolo del mondo che si chiama Porto Pertuso. A Ginostra vivono solo 50 persone, ci si sposta a piedi e, come nell'antichità, con i muli (scecchi). Da vedere la chiesa di San Vincenzo da cui si gode di uno splendido panorama.
Circa ad un miglio dalla spiaggia di Ficogrande, si trova lo scoglio dello Strombolicchio. Questo scoglio è il risultato di una delle eruzioni vulcaniche più antiche delle Eolie, oggi è sede di un faro marino raggiungibile tramite 200 scalini ed alimentato con pannelli solari.
Se si è interessati alle attività vulcaniche, a Punta la Bronzo si trova l'Osservatorio della Marina Militare da dove si può assistere a tutti i fenomeni vulcanici dello Stromboli oppure è possibile recarsi fino alla sommità del cratere (5 ore di marcia circa) e si possono ammirare le continue esplosioni, poste poco lontano dal sentiero.

PANAREA

Con i suoi 4 chilometri quadrati é la più piccina dell'arcipelago. E' la meta ideale per una rilassante passeggiata tra hibiscus, piante di capperi e buganvillee, con lo sguardo sugli splendidi isolotti che fanno da cornice. Noto anche per essere il rifugio di noti personaggi del jet-set mondiale e per il suo alto valore archeologico. E’ la più piccola delle Eolie, poco più di 3 km², ma la più visitata dai giovani che d’estate si ritrovano qui soprattutto per la sua intensa vita notturna, favorita da una discoteca che è fra le più famose del Mediterraneo. Sulla costa sorgono i suoi tre centri abitati: Iditella, S. Pietro e Drautto, dove nel periodo invernale vivono poco più di 300 abitanti In questo piccolo paradiso non circolano auto, si riscopre il piacere di camminare a piedi alla scoperta di minuscoli vicoli fra le case candide di calce e scorci incantevoli su scogli e isolette. La baia più bella è a Cala Junco, una delle più belle del Mediterraneo, si tratta di una sorta di piscina naturale, chiusa da alte pareti di scogli basaltici, dove il mare vira in tutte le gradazioni cristalline di verde, turchese e blu. Panarea, è circondata da una miriade di scogli ed isolette, c’è Dattilo, con le sue caverne di zolfo e allume cristallizzato, l'isoletta di Basiluzzo, oggi disabitata, con pareti a picco sul mare e quasi inaccessibili, dove si trovano i resti di un'antica villa romana e l'adiacente scoglio di Spinazzola, alto quasi 80 mt., tutto guglie e pareti verticali, tanto da somigliare vagamente al Duomo di Milano; qui si trova una colonia endemica di palme nane, unica in tutta Europa. Più a sud si incontrano gli scogli di Lisca Nera, Bottaro e Lisca Bianca: quest'ultimo, candido per le colate di pomice, ha al suo interno la piccola Grotta degli Innamorati, dove la leggenda vuole che chi si bacia resterà unito per sempre. A venti metri di profondità, nel tratto di mare compreso tra i tre scogli, si vede l'acqua ribollire: ci si trova infatti al centro del vulcano originario. Anche sulla costa nord orientale, in località Calcara, sono presenti sorgenti termali e fumarole che emanano anidride carbonica, azoto e ossigeno. Da visitare il villaggio preistorico di Capo Milazzese, dove si trovano i resti delle capanne di epoca neolitica.

ALICUDI

La più selvaggia dell'arcipelago, non esistono strade ma solo mulattiere e sentieri adornati dalle eriche che le donano un caratteristico colore viola rosato. Un autentico eremo, sito ideale per passeggiate dai panorami mozzafiato. La risacca del mare e il fruscio del vento sulla vegetazione sono gli unici suoni udibili. La piccola Alicudi è un vulcano spento, quasi perfettamente circolare, di 5 km², con coste scoscese e ripide e costituisce la parte emersa, sorgente da 1.500 mt. di profondità dal livello del mare, fino ai 675 mt. del filo dell'Arpa, il punto culminante dell'isola. E' abitata solo sul versante orientale, l'unico digradante in modo meno aspro verso il mare, punteggiato da case bianche che dalla costa si aggrappano contro lungo le impervie mulattiere e che si affacciano lungo le scalinate formate da migliaia di scalini rocciosi. L'isola delle eriche è popolata solo da un centinaio di irriducibili abitanti, che formano una comunità molto unita. Non esistono strade e l'unico mezzo di trasporto è l'asino. Risalendo le ripide mulattiere si dimentica la fatica immergendosi nei mille colori offerti gratuitamente da agavi, fichi d'india, capperi in fiore, bouganville rosse, rosa, viola, arancio e naturalmente dalle eriche. Un posto dove anche i pesci sembrano partecipare allo spettacolo cromatico che offre l'isola, lasciandosi avvicinare dall'uomo senza paura e assumendo colorazioni multicolori, simili a specie ittiche tropicali.

FILICUDI

Tre vulcani inattivi plasmano quest'isola attribuendole la forma di un pesciolino che nuota. La superficie aspra e selvaggia, assieme allo scoglio 'La Canna' (un faraglione di circa 70 mt. che s'innalza in mezzo al mare come un obelisco) creano intorno all'isola un'aurea magica che l'avvolge e la rende dimora di numerose leggende. Geologicamente la più antica delle Eolie, nata circa un milione di anni fa, abitata fin da tempi remoti. Misura meno di 10 km² di superficie e culmina con il Monte Fossa delle Felci, a 774 mt. sul livello del mare. Sull'isola vi sono tre centri abitati, Filicudi Porto, che vi accoglie all'interno di una baia semicircolare, Valdichiesa, sull'altopiano e Pecorini a Mare, sulla costa sud. Filicudi si caratterizza per una forma vagamente ovale, con il cono vulcanico principale dal quale si dirama verso sud est il promontorio di Capo Graziano, collegato al resto dell'isola da una stretta lingua di terra. E' proprio qui che si sviluppò una delle civiltà più antiche delle Eolie e del Tirreno in generale; i primi uomini si stabilirono a Filicudi circa 4.000 anni fa, dove in riva al mare costruirono con grossi ciottoli alcune capanne ovali, risalenti all'Età del Bronzo: ancora oggi sono visibili i resti di 25 capanne, prevalentemente di pianta ovale. Da vedere ad ogni costo la Grotta del Bue Marino, la più grande delle Eolie, un tempo abitata dalla foca monaca e lo scoglio La Canna, che si erge per 71 metri s.l.m. ad ovest dell'isola, che sarebbe quanto resta di un antico condotto di alimentazione di un apparato vulcanico o forse un imponente getto di lava pietrificato.